Uno sguardo dietro le quinte: Dirigente, Vicario e Docente raccontano Innovamat

Giulia Karimi
Giulia Karimi|13/11/2025|4 min di lettura
Con la collaborazione di: Gianluca Barbera
Uno sguardo dietro le quinte: Dirigente, Vicario e Docente raccontano Innovamat

Come cambia la didattica della matematica quando un istituto decide di innovare? E come viene vissuta questa scelta ai diversi livelli della struttura scolastica? Per capirlo, abbiamo creato un’intervista “corale”, raccogliendo le testimonianze di tre figure chiave in tre istituti diversi: Angela Desideri, Dirigente Scolastico dell’IC Bartolomeo Sestini (Toscana), Lidia Crotti, Vicario del Dirigente dell’IC di Olgiate Molgora (Lombardia), e Lucia Colicelli, docente di primaria all’IC Don Milani-Leopardi (Basilicata). Ne emerge un ritratto a 360 gradi che unisce la visione strategica alla trasformazione quotidiana dell’aula.

1. La Visione d’Istituto: Soddisfazione e Clima di Classe

Per un Dirigente Scolastico, adottare un nuovo approccio è una scelta strategica che deve rispondere a bisogni concreti dell’istituto, primo tra tutti il benessere di alunni e docenti. Lo abbiamo chiesto ad Angela Desideri, Dirigente dell’IC Bartolomeo Sestini, di Agliana.

Dirigente, qual è stato l’impatto più evidente sull’atteggiamento generale verso la matematica nel suo istituto?

L’impatto è stato molto positivo. I bambini sono incuriositi e piacevolmente coinvolti. Innovamat pone gli alunni in una posizione più attiva, rendendo la matematica una disciplina da “imparare facendo”. La differenza maggiore è che ora gli studenti la apprezzano come una disciplina non solo divertente, ma anche “alla portata”.

Questo cambiamento negli alunni spesso dipende da come lo vivono i docenti. Come è stato recepito Innovamat dal corpo insegnante?

Ha costituito un ottimo riferimento. Per le docenti “giovani” è stata una guida completa, mentre le insegnanti più esperte hanno trovato un approccio che ha permesso loro di arricchire l’insegnamento e personalizzarlo. Questo stimolo alla riflessione metodologica ha permesso a tutti di “irrobustire” le proprie competenze professionali.

Quali sono gli aspetti che, come Dirigente, ha trovato più vantaggiosi per il clima scolastico?

La flessibilità. La possibilità di fare gruppi di lavoro, usare il peer tutoring o individualizzare i percorsi permette al docente di gestire la classe in modo funzionale. Questo porta gli studenti a essere sempre “impegnati” in modo piacevole e il clima della classe ne guadagna in serenità e proattività.

La sua impressione generale, quindi, qual è?

La mia soddisfazione è alta. Per gli studenti, Innovamat è apprendere la matematica divertendosi, step by step, ma in modo approfondito e rigoroso. Questa è una garanzia per i loro apprendimenti futuri e un rinforzo contro la disaffezione scolastica.

2. La Metodologia: Perché l’Approccio Funziona

Ma cosa rende l’approccio così efficace dal punto di vista didattico? Per analizzare gli ingranaggi metodologici che generano motivazione, ci siamo rivolti a Lidia Crotti, Vicario del Dirigente all’IC di Olgiate Molgora.

Lidia, anche lei ha notato un maggiore entusiasmo. Dal suo punto di vista, da cosa nasce?

Nasce dal fatto che l’approccio porta gli alunni a dialogare tra loro e a confrontarsi sulle diverse strategie risolutive. Ma ci sono due aspetti metodologici che trovo particolarmente vantaggiosi.

Quali sono?

Il primo è la ciclicità nella trattazione degli argomenti: un concetto viene trattato più volte con crescente complessità, e questo consolida l’apprendimento. Il secondo sono le sfide, proposte in modo concreto attraverso video che permettono di collegare gli apprendimenti matematici alla realtà quotidiana.

Che ruolo gioca l’app in questa architettura metodologica?

È fondamentale per la motivazione. Gli alunni la percepiscono come un gioco e sono più motivati. L’aspetto è coinvolgente ed è strutturato con lo stesso linguaggio dei videogiochi, quindi cattura la loro attenzione.

Come si adatta questo metodo a chi ha più difficoltà?

Il materiale manipolativo aiuta tutti, soprattutto quelli con maggiore fragilità, a comprendere i concetti astratti. In più, l’insegnante può scegliere il livello delle esercitazioni sull’app, garantendo un percorso su misura. La soddisfazione è massima quando il docente si affida pienamente alla proposta.

3. Entriamo in Aula: La Trasformazione Quotidiana

Dalla strategia alla metodologia, arriviamo alla messa in opera. Come si traducono questi concetti nella gestione quotidiana dell’aula? Lo abbiamo chiesto a Lucia Colicelli, docente di primaria all’IC Don Milani-Leopardi, di Potenza.

Lucia, qual è stato il cambiamento più grande vissuto in classe?

Che la matematica non è più percepita come una materia difficile o ansiogena, ma come un “mondo di scoperta“. Gli alunni ora partecipano con maggiore sicurezza e si sentono protagonisti.

Come si crea un ambiente di apprendimento così sereno?

Le proposte sono graduali e progressive. L’uso di supporti visivi e concreti facilita la comprensione. Si crea un ambiente dove ogni bambino può sperimentare senza timore di sbagliare, lavorando al proprio ritmo e recuperando serenamente le difficoltà.

Qual è l’impatto sulla gestione della classe?

Le attività sono coinvolgenti e mantengono alta l’attenzione, riducendo le distrazioni. Il metodo promuove il lavoro cooperativo e un clima partecipativo. L’aumento dell’autonomia individuale permette a me, come insegnante, di seguire meglio i bisogni dei singoli.

Come docente, com’è cambiato il carico di lavoro?

Una volta compreso il metodo, il carico organizzativo è diminuito. Le attività sono già pronte, strutturate e differenziate, e questo riduce il tempo di preparazione. Gli strumenti di monitoraggio aiutano a pianificare gli interventi. In generale, mi sento supportata e non lasciata sola.