Perché il divario socioeconomico dell’OCSE non si è ridotto: un cambio di misurazione, non di risultati in PISA 2025

Marc Colomer
Marc Colomer|24/09/2026|5 min di lettura
Perché il divario socioeconomico dell’OCSE non si è ridotto: un cambio di misurazione, non di risultati in PISA 2025

Il contesto: ciò che ha pubblicato il rapporto PISA 2025

L’8 settembre, l’OCSE ha pubblicato i risultati dell’edizione di PISA 2025. I risultati hanno mostrato un forte calo nel rendimento degli studenti nei paesi dell’OCSE, portando la media dell’OCSE ai valori più bassi di tutte le edizioni di PISA dal 2000.

Il Volume I di PISA 2025 (OCSE) segnala che il calo è stato particolarmente marcato tra gli studenti di famiglie benestanti, e che ciò ha fatto sì che il divario di rendimento tra gli studenti socialmente avvantaggiati e svantaggiati si riducesse tra il 2022 e il 2025 in numerosi paesi. Nello specifico, il calo medio del quartile socioeconomico più alto è stato di 14 punti in matematica, 7,7 in scienze e 20,7 in lettura: molto superiore a quello degli altri tre quartili, che sono scesi in media di 3,1 punti in matematica, 6,5 in lettura e in scienze sono persino migliorati di 4,4 punti.

Il rapporto sottolineava che si trattava di «un nuovo fenomeno» di studenti provenienti da famiglie relativamente benestanti e con difficoltà accademiche, senza addentrarsi nelle cause che potessero giustificare questo nuovo schema. Questo «nuovo fenomeno» ha avuto un ampio impatto scientifico e mediatico a livello globale e ha alimentato numerose ipotesi sulle sue potenziali cause, inclusa quella di un maggiore uso dell’intelligenza artificiale nelle famiglie più benestanti.

Scoperte dello studio dell’Innovamat Research Lab

Il documento di lavoro mostra che il declino osservato negli studenti più avvantaggiati si spiega con un cambiamento nello strumento con cui l’OCSE misura il livello socioeconomico degli studenti. Tuttavia, misurato in modo comparabile nel tempo, il divario socioeconomico non si è ridotto, e nel 2025 raggiunge il suo livello più alto dell’ultimo decennio.

L’OCSE ha introdotto diversi cambiamenti per misurare l’Indice Sociale, Culturale ed Economico (ISEC, ESCS per il suo acronimo in inglese) degli studenti nell’edizione del 2025. Questo indice si calcola come media aritmetica di tre componenti: educazione dei genitori, occupazione lavorativa dei genitori e un indice di una certa quantità di beni in casa. All’interno dell’indice dei beni domestici, il questionario del 2025 ha eliminato undici item, tra cui le otto domande sui tipi di libri a casa, quelle più legate all’apprendimento. Al loro posto, li ha sostituiti con nuovi item relativi alle condizioni di vita (camera degli ospiti, sistema di sicurezza, piscina, acqua corrente o luce elettrica), quasi universali nell’OCSE e con meno relazione con il rendimento accademico.

Ciononostante, questa modifica ha fatto sì che l’indice del 2025 non fosse più comparabile con quello del 2022. Il cambiamento di misura ha fatto sì che una notevole proporzione di studenti con buoni risultati in PISA e un alto capitale culturale, ma condizioni di vita più basse, non apparisse nel quartile socioeconomico alto in PISA 2025 (cosa che sarebbe successa nelle edizioni precedenti). A loro volta, studenti con risultati peggiori e capitale culturale più basso, ma con condizioni di vita più alte, li hanno sostituiti nel gruppo socioeconomico più alto. Come conseguenza di questi cambiamenti, il calo osservato nel 2025 con l’indice socioeconomico pubblicato nel rapporto è stato maggiore rispetto agli altri gruppi. Anche se lo stesso Rapporto Tecnico di PISA 2025 avvertiva che l’indice del 2025 non è comparabile con quello dei cicli precedenti, il Volume I confronta entrambe le statistiche.

Adattare questi indici ha senso quando le società e le loro condizioni di vita cambiano, ma per fare confronti tra gli anni era necessario effettuare aggiustamenti metodologici. È logico che il modo in cui misuriamo le condizioni socioeconomiche in cui crescono gli studenti si aggiorni man mano che le economie e le società cambiano: è ciò che è accaduto in ogni edizione di PISA e, in questo senso, non si tratta di una novità. L’obiettivo di questo paper non è in alcun modo valutare le misure dello status socioeconomico proposte dall’OCSE in questa edizione, bensì confrontare in modo affidabile l’evoluzione del rendimento tra i gruppi socioeconomici nel tempo.

La domanda a cui rispondiamo è cosa succede al calo dei risultati per gruppo socioeconomico quando vengono misurati con un indice realmente comparabile tra le edizioni. Ricostruendo l’ESCS (ISEC) utilizzando i microdati pubblici e una metodologia comparabile con quella dell’OCSE, lo studio rileva che:

In sintesi, il calo globale del rendimento è reale e innegabile nei paesi dell’OCSE, ma questo calo non è dovuto a un crollo maggiore dei risultati degli studenti con un livello socioeconomico più alto, bensì si verifica in modo simile in tutti i gruppi. Questo obbliga a reinterpretare i risultati e a stabilire nuove ipotesi sulle cause del calo che stanno colpendo tutti gli studenti allo stesso modo.