Le grandi scoperte con i numeri a 4 anni

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Ciao di nuovo!
Questa settimana mi piacerebbe condividere un dubbio concreto che ci ha fatto arrivare un’insegnante, dopo aver svolto un laboratorio in cui si lavora principalmente sulla cardinalità del numero 4. Scrive:
«La sessione presuppone che tutti i bambini abbiano la capacità di contare realizzando corrispondenze uno a uno e riconoscendo i numeri. In realtà, alcuni alunni hanno difficoltà, dato che ancora non sanno i nomi dei numeri e fanno fatica a contare. Sento che siamo arrivati al 4 senza aver consolidato il 3».
È una preoccupazione molto abituale tra le insegnanti: come possiamo andare avanti nella costruzione del senso numerico? Il suo messaggio ci ricorda anche che, a 4 anni, gli apprendimenti della matematica non avanzano in una sola direzione, ma convivono e si rafforzano reciprocamente. Ed è normale che alcuni bambini ancora non padroneggino il conteggio o la corrispondenza uno a uno.
Il conteggio acustico (dire il nome dei numeri in ordine), il conteggio risultativo (associare una parola a un oggetto e sapere che l’ultima parola detta designa il totale dell’insieme) e la grafia dei numeri non si costruiscono uno dopo l’altro come se fossero gradini, ma simultaneamente nelle proposte guidate, nel gioco libero e nella vita quotidiana.
Per questo, e tornando al dubbio concreto, nel primo laboratorio proposto al gruppo dei 4 anni non ci aspettiamo che tutti i bambini padroneggino tutte queste abilità. Al contrario, questi laboratori ci permettono di concentrarci su un numero e, allo stesso tempo, ci aiutano a capire cosa rafforzare: il conteggio acustico? La coordinazione oculo-manuale? Il riconoscimento e l’ordine delle cifre?… O tutto insieme?
Vediamo un esempio di una delle attività di questo laboratorio:
Immaginiamo un gioco semplice, con bicchieri opachi e orsetti di plastica (o qualsiasi altro materiale presente in classe). Mettiamo sotto i bicchieri diverse quantità di oggetti (2, 3 e 4) e chiediamo ai bambini di scoprire quale bicchiere ne ha di più. Poi, proponiamo loro di ordinare i bicchieri da quello che contiene meno elementi a quello che ne contiene di più e di associarli alle carte numeriche corrispondenti.
Successivamente, mostriamo rapidamente un’immagine con de puntini (come quelli di un dado), la copriamo dopo alcuni secondi e chiediamo ai bambini di rappresentare con i loro oggetti la quantità che hanno visto. Qui entra in gioco il subitizing: il riconoscimento della quantità a colpo d’occhio, senza contare.
Osservate come, in una sequenza di attività breve, i piccoli già riconoscono quantità fino al 4 (ripassando i gruppi di 2 e di 3), collegano la quantità alla grafia corrispondente e riconoscono quantità a colpo d’occhio (subitizing). Tutto questo succede allo stesso tempo e i vari processi si rafforzano reciprocamente.
L’aspetto più bello e importante è che queste esperienze non si limitano a questo tipo di attività, ma si presentano nel corso di tutta la giornata: quando contiamo i bambini presenti in classe, quando distribuiamo materiale, quando giochiamo in cortile con passi o salti, quando utilizziamo dadi e riconosciamo le quantità sulle facce, ecc. Le idee chiave di cui parliamo (quantità, grafia e parola) appaiono sempre in diversi contesti che per i bambini hanno significato. Queste attività invitano a esercitarsi, ed è così che i bambini acquisiscono sicurezza.
Torneremo presto a parlare dei numeri, perché è un tema affascinante da cui possiamo estrarre molto succo matematico. Ma, per il momento, vi lascio qui altre risorse che abbiamo già utilizzato nel caso vogliate esplorarle. Tempo fa, abbiamo condiviso con voi questo articolo sugli inizi 👉 Quando e come entrano i bambini nel mondo dei numeri, soffermandoci sulla fascia di età che va da 0 a 3 anni. Oggi siamo arrivati fino ai 4 anni, e Mequè Edo ha appena pubblicato un nuovo articolo che parla di questo tema. Inoltre, abbiamo aggiunto un nuovo video in quest’altro blog che tratta la grafia dei numeri 👉 Grafia dei numeri nella scuola dell’infanzia.
E tu? Come stai vivendo la costruzione del senso numerico?
Un abbraccio,
Judith