Enjoy Thinking Milano 2025: Innovare, educare, formare. I dati a supporto delle decisioni.

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In un mondo in costante cambiamento, ci siamo interrogati su come garantire un apprendimento profondo e duraturo, e su come dotare insegnanti e studenti degli strumenti e del supporto necessari per affrontare sfide ancora inimmaginabili. Una riflessione corale su apprendimento personalizzato, formazione continua e sviluppo di competenze, che ha arricchito il dibattito e rafforzato il senso di comunità educativa.
Lo scorso 28 marzo a Milano, insieme ad esperti del management della comunità educativa e ad una platea di Dirigenti Scolastici provenienti da 4 regioni d’Italia, ci siamo riuniti per rispondere a domande come queste nella prima edizione italiana di “Enjoy Thinking: Innovare, educare, formare. I dati a supporto delle decisioni”.
Insieme, ci siamo interrogati e confrontati sul ruolo chiave che la Dirigenza Scolastica assume come motore dell’innovazione, fondamentale per favorire la collaborazione tra docenti e valorizzare il lavoro del collegio.
A questo proposito nella prima parte della giornata abbiamo seguito gli interventi di Tommaso Agasisti, Professore ordinario di Public Management presso il Politecnico di Milano, esperto di valutazione delle performance nelle pubbliche amministrazioni, e Giulia Guglielmini, formatrice e Dirigente Scolastica, che presiede il Consiglio di Amministrazione della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e si occupa di governance e innovazione in scuole ad alta complessità.
Nel pomeriggio invece ci siamo dedicati a una sessione laboratoriale incentrata su due casi studio.
Tommaso Agasisti ha incentrato il suo intervento sull’importanza dei dati e la sfida decisionale che affronta il Dirigente scolastico, aprendo la riflessione da alcune domande chiave: “Avere più dati a disposizione migliora i processi decisionali?” e “Avere più dati significa conoscere meglio la propria istituzione scolastica ed i processi educativi che in essa avvengono?”
L’attività di ricerca in ambito educativo si concentra sulla valutazione delle pratiche scolastiche, con l’obiettivo principale di comprendere come i dati possano supportare le decisioni scolastiche. Avere accesso ai dati è sempre vantaggioso, anche se il loro utilizzo concreto si presenta spesso complesso.
Negli ultimi 20 anni, la scuola ha vissuto una trasformazione significativa nella disponibilità dei dati. Ma avere dati disponibili non garantisce automaticamente decisioni migliori. La loro varietà e la complessità dei fenomeni scolastici (come il turnover dei docenti degli ultimi cinque anni, la proporzione di docenti di ruolo, i risultati dei test standardizzati, indagine sul territorio e sul contesto socio-economico) offrono un potenziale straordinario per il supporto alle decisioni scolastiche. Il valore reale risiede nella capacità del Dirigente Scolastico di saper interpretare le evidenze in maniera critica e di poter integrare queste informazioni con gli obiettivi educativi che si vogliono perseguire. È necessaria dunque leadership educativa consapevole, in grado di proporre un approccio che eviti il rischio di semplificare eccessivamente la complessità della vita scolastica, che sappia cogliere le sfumature della realtà, trasformando le informazioni in strumenti concreti di miglioramento.
L’intervento di Giulia Guglielmini ha posto il focus sulla componente educativa della leadership “che si forma”: il Dirigente Scolastico è un motore di trasformazione che parte dalla formazione ricevuta ma che si evolve nel tempo. Di fronte a una decisione, il Dirigente si aggiorna costantemente attraverso i dati disponibili. Ogni scuola ha un percorso unico, che dipende dalle specifiche necessità del suo contesto. Giulia Guglielmini sottolinea come la figura del Dirigente Scolastico, tanto come quella del docente, dovrebbe spostarsi maggiormente verso l’aspetto educativo, in linea con quanto promosso anche dalla Legge 22/25, che prevede l’introduzione dello sviluppo di competenze trasversali non cognitive nei percorsi delle istituzioni scolastiche, per una formazione integrale su abilità legate agli ambiti emotivi, sociali e relazionali, come elementi di contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa.
La riflessione si sposta poi sui modelli di leadership. Sebbene il ruolo del Dirigente Scolastico sia a 360 gradi quello di organizzare, suscitare consenso e orientare con pensiero strategico, il modello ideale è senz’altro quello di una leadership distribuita in cui è fondamentale valorizzare il middle management, ovvero i coordinatori, le funzioni strumentali e i docenti di classe che giocano un ruolo essenziale nella gestione quotidiana e nell’accompagnamento al cambiamento: superare l’isolamento del docente, alimentare il senso di autoefficacia e autorealizzazione, creando un ambiente di ricerca, creatività e stima reciproca.
Enjoy Thinking ha l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla trasformazione educativa nella scuola. Da prospettive diverse, affronta sia le sfide presenti in aula che i problemi posti dalla società in generale, con il contributo di esperti del settore. Questo incontro, che ha già avuto edizioni precedenti a Santiago del Cile (Cile), San Paolo (Brasile), New Jersey (Stati Uniti), Città del Messico (Messico) e Guayaquil (Ecuador), si propone come un evento di riflessione volto a fornire strumenti e strategie per l’intera comunità educativa.